Guide e tutorial
Come si conta un magazzino di ottomila codici, come si legge uno sconto in cascata, quanto ci guadagni davvero su una scatola di viti e cosa serve per fatturare a un Comune. Le cose che in ferramenta si imparano in dieci anni, scritte in dieci minuti.
7 guide
Procedure vere, conti che tornano e obblighi in ordine: quello che serve sapere per lavorare, non un opuscolo di vendita.

Da leggere per prima
La conta totale a Capodanno è il metodo peggiore: dura tre giorni, sbaglia comunque e non ti dice niente per undici mesi. Ecco come si conta un po’ per volta, tutto l’anno, restando aperti.
Conti e marginiIl fornitore scrive 40+10+5. Non è 55% di sconto: è 48,7%. Su un ordine da 6.000 euro la differenza è 380 euro, e quasi sempre nessuno se ne accorge.
Conti e marginiApplichi il 30% e pensi di guadagnare il 30%. Ne guadagni il 23. È la confusione fra ricarico e margine, e in un negozio con mille prezzi decisi a mente vale un intero stipendio l’anno.
Clienti e incassiLo sconto all’artigiano deciso a voce, ogni volta, da persone diverse, è il modo più efficace per perdere margine senza accorgersene. Tre listini scritti risolvono il problema in un pomeriggio.
Come si faIl cliente torna con il barattolo vuoto e vuole «lo stesso colore di due anni fa». Se la formula è su un foglietto, la risposta è no. Se è scritta come si deve, sono tre minuti.
Norme e obblighiLa scuola ti chiede venti cassette di attrezzi. Sembra una vendita come le altre: non lo è. Senza CIG, codice ufficio e scissione dei pagamenti la fattura torna indietro e l’incasso slitta di mesi.
OrganizzazioneIl noleggio è il reparto con il margine più alto della ferramenta e quello che si controlla meno: due tassellatori spariti in un anno si mangiano il guadagno di venti noleggi.
Dalla teoria al banco
Ferramenta di quartiere, negozi bricolage, utensilerie al dettaglio — anche chi vende ad artigiani e imprese a fattura differita.
Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.