Clienti e incassi

Privato, artigiano, impresa: come si costruiscono tre listini che reggono

Lo sconto all’artigiano deciso a voce, ogni volta, da persone diverse, è il modo più efficace per perdere margine senza accorgersene. Tre listini scritti risolvono il problema in un pomeriggio.

5 minuti di lettura Aggiornata al 30 giugno 2026Omega per Ferramenta

In breve

  • Uno sconto uguale su tutto il negozio regala margine sui reparti dove già non ce n’è.
  • Il listino professionale non è «il prezzo meno il 15%»: è un prezzo scritto, che il cliente riconosce e tu difendi.
  • Il prezzo concordato su un articolo specifico batte lo sconto generale: si tratta una volta e vale per sempre.

In ferramenta convivono tre clienti diversi nella stessa mezz’ora: il privato che monta una mensola, l’artigiano che compra tutti i giorni e paga a fine mese, l’impresa che chiede il preventivo e poi la fattura. Vendergli la stessa merce allo stesso prezzo è ingiusto per l’artigiano; vendergliela con lo sconto deciso al momento è ingiusto per te.

La soluzione non è un gestionale complicato: sono tre listini decisi una volta, con regole diverse per reparto.

01Tre listini, non tre sconti

La differenza è sostanziale. Uno sconto è una sottrazione fatta in cassa, in fretta, davanti al cliente. Un listino è un prezzo deciso a tavolino, con il margine già controllato.

ListinoA chiCome si costruisce
PrivatoChi entra dalla portaPrezzo pieno di banco, arrotondato per leggibilità
ArtigianoPartita IVA con acquisti ricorrentiSconto per reparto, più alto dove il margine regge
ImpresaCantieri, manutentori, entiPrezzi netti concordati sugli articoli che comprano davvero

02Sconti diversi per reparto, sempre

È il punto in cui quasi tutti sbagliano: «all’artigiano faccio il 15%». Il 15% su un reparto che marginava il 45% resta sano; lo stesso 15% sugli elettroutensili di marca, che marginano il 20%, lascia cinque punti — meno di quanto costa tenere il negozio aperto quel giorno.

RepartoMargine pienoSconto artigiano sostenibileMargine che resta
Minuteria e viteria45%15–18%~33%
Chimici, colle, siliconi40%12–15%~30%
Utensileria a mano35%10–12%~26%
Elettroutensili di marca20%3–5%~16%
Ferramenta edile pesante22%5–8%~16%
I numeri cambiano da negozio a negozio: la regola no — lo sconto segue il margine, non il cliente.

03Il prezzo concordato per chi compra sempre la stessa cosa

L’idraulico che compra ottanta raccordi dello stesso tipo al mese non vuole uno sconto: vuole sapere quanto costa quel raccordo, oggi e fra due mesi. Il prezzo netto concordato è lo strumento giusto — si tratta una volta, si scrive, e da lì in avanti la cassa lo applica da sola.

  1. 1

    Guarda cosa compra davvero

    Prendi i suoi ultimi sei mesi: quasi sempre venti codici fanno il 70% della sua spesa.

  2. 2

    Tratta solo su quelli

    Un prezzo netto su venti codici vale più di uno sconto generico su duemila, e ti costa molto meno.

  3. 3

    Scrivi la data di fine

    Un prezzo concordato senza scadenza sopravvive ai rincari del fornitore e diventa una perdita silenziosa.

  4. 4

    Ricontrolla a ogni nuovo listino

    Se il costo sale del 12%, il prezzo concordato va rinegoziato: si avvisa prima, non si cambia di nascosto.

04Come si tiene in piedi al banco

  • Il prezzo giusto compare da solo quando riconosci il cliente: se chi è in cassa deve ricordarsi lo sconto, prima o poi lo sbaglia.
  • Una soglia oltre la quale serve conferma: sotto quel margine la vendita chiede l’ok del titolare. Non è sfiducia, è un freno.
  • Lo scontrino mostra il risparmio: «prezzo listino 24,90 — tuo prezzo 20,40». L’artigiano vede il vantaggio e smette di chiederti lo sconto ogni volta.
  • Il conto aperto è un listino, non un favore: chi paga a 30 giorni fine mese ha un costo finanziario, e quel costo sta dentro le sue condizioni.

Con Omega

Il prezzo giusto compare da solo, per ogni cliente

  • Listini per tipo di cliente con sconti diversi per reparto: si impostano una volta e valgono in cassa, nei preventivi e nel sito.
  • Prezzi netti concordati per singolo cliente e singolo articolo, con data di scadenza.
  • Soglia di margine minimo in cassa: sotto quel valore lo sconto chiede conferma.
  • Scadenzario dei clienti a conto aperto, con lo scaduto in evidenza e l’estratto conto pronto da mandare.
Tutte le guide di Omega per Ferramenta

Dubbi

Domande frequenti

Quanti listini servono in una ferramenta?+

Tre bastano quasi sempre: privato, artigiano, impresa. Aggiungere un quarto e un quinto listino complica il banco senza portare margine — meglio usare i prezzi concordati per i pochi clienti che meritano condizioni proprie.

Devo mostrare al cliente professionale il prezzo di listino?+

Sì. Mostrare prezzo pieno e prezzo suo rende visibile il vantaggio che gli stai dando: è il modo più semplice per non doverlo ricontrattare a ogni acquisto.

Come gestisco lo sconto per cassa a un privato che compra tanto?+

Con una soglia sul totale dello scontrino, decisa prima e uguale per tutti, oppure con una tessera che accumula. Uno sconto a discrezione dell’operatore su un cliente occasionale è quello che erode il margine senza fidelizzare nessuno.

Il listino impresa deve essere IVA esclusa?+

Sì, per i clienti con partita IVA il prezzo si ragiona sempre al netto dell’IVA — è così che lo confrontano con gli altri fornitori. Per il privato vale l’opposto: il prezzo esposto è quello finale, IVA inclusa.

Continua

Altre guide per il tuo mestiere

Le altre risposte pratiche che stanno accanto a questa, dalla raccolta di Omega per Ferramenta.

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

Nessuna carta Pronto in un minuto Operatori illimitati