In breve
- Alla Pubblica Amministrazione la fattura va in formato FPA12 con il codice univoco dell’ufficio: non è la stessa fattura che mandi a un privato.
- Con la scissione dei pagamenti incassi solo l’imponibile: l’IVA la versa direttamente l’ente.
- CIG e CUP mancanti non sono un dettaglio: l’ente non può pagare, per legge.
Vendere a un ente pubblico è quasi sempre una buona notizia: ordini ripetuti, importi decenti, nessun rischio di insoluto. Il prezzo da pagare è una procedura rigida, dove ogni casella mancante trasforma un incasso sicuro in un rimpallo di mesi.
Le regole in ballo sono tre — formato della fattura, scissione dei pagamenti, codici di tracciabilità — e una volta impostate non le tocchi più.
01La fattura è diversa: formato FPA12
La fattura elettronica verso privati e partite IVA viaggia in formato FPR12. Verso la Pubblica Amministrazione serve il tipo FPA12, e al posto del codice destinatario a sette caratteri va il codice univoco ufficio a sei caratteri, quello che l’ente pubblica sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA).
Cosa farsi dare prima di consegnare
- Codice univoco ufficio (sei caratteri, si trova su indicepa.gov.it).
- Numero di determina o dell’ordine di acquisto.
- CIG, e se l’acquisto è dentro un’opera finanziata anche il CUP.
- Riferimento amministrativo, se l’ente lo richiede per la contabilità interna.
- Conferma scritta che si applica la scissione dei pagamenti.
02Scissione dei pagamenti: incassi l’imponibile, non l’IVA
Con lo split payment (art. 17-ter del DPR 633/72) la fattura riporta l’IVA, ma l’ente ti paga solo l’imponibile e versa l’IVA direttamente all’Erario. In fattura si indica l’esigibilità «scissione dei pagamenti» e l’imposta non entra nella tua liquidazione periodica.
| Voce | Fattura a privato | Fattura a PA con scissione |
|---|---|---|
| Imponibile | 1.000,00 € | 1.000,00 € |
| IVA 22% | 220,00 € | 220,00 € (indicata) |
| Totale documento | 1.220,00 € | 1.220,00 € |
| Quello che incassi | 1.220,00 € | 1.000,00 € |
| Chi versa l’IVA | Tu, con la liquidazione | L’ente, direttamente |
03CIG e CUP: cosa sono e perché bloccano il pagamento
- CIG (Codice Identificativo di Gara): identifica l’affidamento. Lo genera la stazione appaltante e serve per la tracciabilità dei flussi finanziari prevista dalla legge 136/2010. Senza CIG in fattura, l’ente non può liquidare.
- CUP (Codice Unico di Progetto): identifica il progetto di investimento pubblico. Serve quando la fornitura rientra in un’opera finanziata — tipicamente lavori, ristrutturazioni, fondi europei.
- Conto corrente dedicato: la tracciabilità impone che i pagamenti transitino su un conto comunicato all’ente, con le persone delegate a operarvi.
Sono dati che vanno chiesti prima della consegna, non a fattura emessa. Recuperare un CIG dopo tre settimane significa quasi sempre rifare il documento.
04Quando ti pagano (e cosa puoi fare)
Il D.Lgs. 231/2002 fissa i termini: 30 giorni dal ricevimento della fattura, che diventano 60 solo per gli enti del servizio sanitario o se pattuito per iscritto e giustificato. Oltre quel termine maturano interessi di mora al tasso legale maggiorato di otto punti, senza bisogno di sollecito formale.
- 1
Verifica che la fattura sia stata accettata
Le ricevute del Sistema di Interscambio dicono se è consegnata, accettata o rifiutata. È il primo posto da guardare, non il telefono dell’ufficio.
- 2
Controlla la Piattaforma Crediti Commerciali
Gli enti registrano lì le fatture ricevute e la data prevista di pagamento: si sa a che punto è senza chiamare nessuno.
- 3
Sollecita per iscritto
Una PEC con numero fattura, data e importo. La telefonata non lascia traccia e non fa decorrere nulla.
- 4
Se serve, certifica il credito
La certificazione del credito lo rende esigibile e cedibile: è la strada per incassarlo prima, anche cedendolo a una banca.
Con Omega
La fattura all’ente esce giusta la prima volta
- Fattura in formato FPA12 con codice univoco ufficio, accanto alla FPR12 per i clienti privati.
- Scissione dei pagamenti sul cliente: si imposta una volta e la fattura esce già con l’esigibilità corretta.
- CIG e CUP richiesti sul documento prima di trasmetterlo: se mancano, la fattura non parte.
- Ricevute del Sistema di Interscambio in chiaro — consegnata, accettata, rifiutata — e scadenzario che segue l’incasso.



