Che cos’è un gestionale del personale, in concreto?
È il posto dove vivono le persone dell’azienda: contratti e fascicoli, ore lavorate, assenze, turni, documenti, spese, formazione obbligatoria. Serve a rispondere senza cercare a domande che oggi costano mezz’ora ciascuna — quante ferie ha Rossi, chi c’è lunedì, quando scade la visita medica di chi guida il muletto, quanto è costato il reparto a marzo.
I dipendenti devono installare un’app?
No. Ogni persona riceve un link personale e usa la sua area dal browser del telefono: timbra, chiede ferie, manda le note spese, scarica cedolini e certificati, legge la bacheca. Esiste anche un’app dedicata per chi la preferisce, ma non è mai un requisito: nessuna azienda deve convincere quaranta persone a installare qualcosa per poter timbrare.
E chi lavora in magazzino o in cucina, col telefono nell’armadietto?
C’è il chiosco: un tablet all’ingresso con un tastierino grande, dove ci si identifica col codice badge. Fa una cosa sola — non mostra saldi, cedolini o assenze — ed è per questo che può stare appeso a un muro. L’esito sparisce dopo cinque secondi, così il nome di chi ha appena timbrato non resta lì per il prossimo.
Le ferie approvate scalano il saldo da sole?
Sì, e sui soli giorni lavorativi: weekend, festività nazionali calcolate, patrono della sede e chiusure aziendali sono già esclusi. I saldi sono separati per tipo (ferie, ROL, permessi) e maturano un dodicesimo al mese in proporzione ai giorni di rapporto, quindi chi entra a settembre non si ritrova ventisei giorni disponibili. Il riporto a fine anno lo decidi tu, tipo per tipo.
Metà dei miei sono part-time. Il cartellino regge?
Le ore attese le legge dal contratto di ciascuno, non da un valore unico dell’azienda: chi fa venti ore non risulta in rosso di metà mese, ogni mese. Se il mese ha turni pubblicati sono loro l’atteso, e chi è stato assunto o è cessato in corso di mese deve solo i giorni in cui c’era.
Un caporeparto vede la retribuzione di tutti?
No, se non vuoi. Oltre al permesso sul modulo esiste l’ambito dati: tutta l’azienda, solo i propri riporti, certi reparti o certe sedi. Un ambito che non risolve nessuna persona si chiude e non si apre — una configurazione incompleta mostra «nessuno», mai «tutti». Ogni modifica su una persona finisce nel registro, e retribuzione e IBAN vengono tracciati come cambiati senza scrivere il valore.
Se chi approva è in ferie, le richieste si fermano?
No: la delega vale per una finestra di date e passa la coda a un’altra persona, poi si spegne da sola. È il motivo per cui nelle aziende sopra le cinquanta persone le richieste restano ferme due settimane ad agosto.
Fa le buste paga?
No, e non promettiamo di farlo: il cedolino lo elabora chi lo elabora oggi. Omega People prepara il mese — cartellini chiusi, variabili, rimborsi, welfare, fringe benefit sotto la soglia esente — mostra il netto stimato con il confronto sul mese prima, genera la distinta dei bonifici SEPA e produce il file di importo presenze per il software delle paghe.
Il file per il consulente in che formato esce?
CSV generico, oppure con i campi e i codici attesi da Zucchetti, TeamSystem o Ranocchi (codice azienda, filiale, dipendente, giustificativo). Prima di scaricarlo il gestionale ti avvisa di quello che non torna: un codice fiscale mancante, un codice dipendente della lunghezza sbagliata, un giustificativo che quel software non accetterebbe. Non sono i tracciati nativi di quei programmi — quelle specifiche non sono pubbliche e non si inventano — ma è il file che lo studio importa senza che nessuno ribatta a mano un mese di presenze.
Come arrivano i cedolini alle persone?
Dal software delle paghe arriva un PDF unico con una pagina per persona: lo carichi, vedi quante pagine ha, controlli l’abbinamento proposto e ogni pagina finisce nel fascicolo giusto, visibile solo al suo destinatario. L’abbinamento va guardato di proposito: consegnare il cedolino sbagliato è l’errore che nessuno perdona. A fine operazione il PDF unico viene cancellato.
Mi aiuta con la sicurezza sul lavoro?
Il catalogo dei corsi nasce già caricato con l’Accordo Stato-Regioni e le sue validità — formazione generale e specifica, antincendio, primo soccorso, RLS, preposto — accanto a visite mediche con esito e prescrizioni e ai DPI consegnati e confermati dalla persona. Ogni riga con una scadenza scrive nello scadenzario, e in alto trovi quante persone sono in regola su tutti i corsi obbligatori: è la cosa che il datore di lavoro deve saper dire a voce.
Il canale di segnalazione è quello obbligatorio per legge?
È il canale interno del D.Lgs 24/2023, obbligatorio dai 50 dipendenti. Sta su una pagina pubblica senza login, perché ogni traccia di accesso sarebbe una traccia dell’identità di chi segnala, e nel database non esiste nessun collegamento fra una segnalazione e una persona: il dialogo passa da un codice mostrato una volta sola, di cui resta solo l’impronta. Il cruscotto tiene i due termini di legge — riscontro entro 7 giorni, esito entro 3 mesi — e lo vedono solo le persone che designi tu.
Dove stanno i dati e cosa succede se un dipendente li chiede?
Ogni azienda vive in un database suo, separato dagli altri: non esiste una tabella comune con dentro i dipendenti di tutti. Il fascicolo completo di una persona (artt. 15 e 20 GDPR) si estrae in un file, e l’estrazione stessa finisce nel registro delle modifiche.
Quanto costa e come si prova?
Provi gratis, senza carta di credito, con l’ambiente pronto in un minuto. Il portale è incluso e non si paga a persona: aggiungere un dipendente non aumenta il conto. Per l’attivazione ti prepariamo un preventivo su misura in base ai moduli che accendi.