Perché non usare una normale agenda per saloni?
Perché un tatuaggio non è un appuntamento: è un pezzo che nasce da una richiesta, ha un preventivo a ore, una caparra, più sedute e una guarigione. In un’agenda da salone tutto questo finisce nelle note, e infatti gli studi tengono i conti in un foglio a parte. Qui il pezzo è l’unità di lavoro: le sedute sono sue tappe.
Come funziona la caparra?
Si chiede sul pezzo, non sullo slot: il cliente la versa quando accetta il preventivo, spesso settimane prima che ci sia una data. Entra subito nel registro incassi (con scontrino, se lo emetti) e a saldo viene scalata dal dovuto. Se non si presenta, la policy che hai scelto in configurazione dice cosa si trattiene.
I consensi sono davvero a norma?
Ti diamo modelli completi — consenso informato al tatuaggio e al piercing, anamnesi, privacy, liberatoria foto, autorizzazione per i minori — con rischi, controindicazioni, interferenze con la risonanza magnetica e limiti della rimozione. Il testo si congela alla firma con la sua versione e nasce con la data di conservazione. Le regole di dettaglio cambiano da regione a regione: i testi vanno riletti e adattati con il tuo consulente, il software non firma al posto tuo.
Cosa succede se si presenta un minorenne?
Dipende da come hai configurato lo studio in base alla tua regione. Sotto la soglia il consenso non si firma: è un blocco, non un avviso che si clicca via. Nella fascia in cui la legge lo consente serve l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale, e finché non c’è il modulo risulta mancante.
Perché registrare i lotti degli inchiostri?
Perché dal 2022 il Reg. UE 2020/2081 ammette solo inchiostri conformi e impone il lotto in etichetta. Serve a rispondere a due domande opposte: con quali lotti ho tatuato questa persona (se arriva una reazione) e chi ho tatuato con questo lotto (se il produttore richiama una partita). Senza registro, nessuna delle due ha risposta.
Funziona con la poltrona in affitto e i guest?
Sì, ed è pensato per questo. Ogni artista ha la sua colonna in agenda, il suo link personale, la sua tariffa oraria e il suo modello di compenso: percentuale, canone della poltrona o fisso. I guest hanno le date del loro periodo. A fine mese il conto è già fatto.
Serve la cassa?
La cassa a griglia del negozio no: in uno studio il denaro entra come caparra, saldo di una seduta o vendita al banco di aftercare e gioielli. C’è «Incassi», che fa esattamente questo ed emette scontrino telematico e fattura elettronica. Se non emetti scontrini puoi limitarti a registrare gli incassi, o non registrarli affatto.
Vendo anche aftercare e gioielli: li gestisce?
Sì. Il magazzino tiene monouso, creme e gioielli, con la giacenza e il sottoscorta; i gioielli hanno materiale, diametro e lunghezza, che sono le tre cose che si cercano davvero. La vendita al banco finisce sullo stesso registro degli incassi.
Posso avere l’app dello studio?
Sì, su richiesta: sviluppiamo l’app personalizzata col marchio dello studio, da cui i clienti mandano richieste e seguono le loro sedute.
Posso far firmare i consensi a distanza?
Sì, in due modi. Sul tablet in studio con la firma autografa: il testo viene congelato e ne viene calcolata un’impronta SHA-256, così si può dimostrare che il documento conservato è quello firmato quel giorno. Oppure collegando un servizio di firma elettronica (Yousign, Namirial, InfoCert: account tuo, dai 10 euro al mese): il cliente riceve un’email, firma dal telefono con un codice via SMS e il documento ha valore legale pieno. In entrambi i casi la controfirma del professionista che ha eseguito il trattamento — obbligo della L. 99/2026 — viene registrata.
Come si incassa la caparra se il cliente non è in studio?
Generi un link di pagamento dalla scheda del pezzo e glielo mandi in chat: paga con carta, wallet o a rate con Klarna. Il conto è il tuo — incolli le chiavi del tuo Stripe in Impostazioni, Klarna la accendi con un interruttore dal loro pannello. Omega non apre conti al posto tuo, non tocca il denaro e non trattiene percentuali. Appena entra, l’incasso è registrato con il suo documento fiscale.
C’entra qualcosa Pinterest?
Nei due versi. In entrata: incolli l’indirizzo di una board pubblica e le immagini finiscono nelle tue bacheche di ispirazione — scaricate, non linkate, così restano anche se la board sparisce — etichettate per stile e zona del corpo, agganciabili alla scheda di un cliente e utilizzabili in un pezzo con un clic. In uscita: i tuoi flash liberi diventano pin sul tuo account Pinterest da soli, perché Pinterest sa importare i contenuti da un indirizzo. Non serve collegare nessun account né passare da noi.
Posso pubblicare su Instagram dal gestionale?
Sì, con la tua app Meta. È il modo che non mette nessuno in mezzo: crei la tua app (gratis, dieci minuti, resta in modalità sviluppo perché per pubblicare sul tuo profilo non serve nessuna revisione), ti aggiungi come tester e incolli il token. Da lì pubblichi flash e lavori del portfolio direttamente da Omega, e il rinnovo del token lo gestiamo noi.
Perché mi serve il PAO degli inchiostri?
Perché la scadenza stampata vale a flacone chiuso. Una volta aperto conta il PAO — il barattolino aperto in etichetta, per gli inchiostri il riferimento diffuso è 12 mesi — e un colore aperto a marzo non è utilizzabile a dicembre dell’anno dopo solo perché il flacone dice 2028. Il gestionale usa la data più vicina fra le due e te la ricorda in home prima che diventi un problema.
Cos’è la bacheca fra studi?
Un albo di annunci fra studi di tatuaggi su Omega: guest spot offerti e cercati, poltrone in affitto, attrezzatura, domande di mestiere. Non è un social e ci si entra solo dal proprio gestionale, quindi ci sono solo studi veri. Degli altri vedi soltanto il profilo che hanno scritto loro: dal tuo ambiente non esce nient’altro — né clienti, né incassi, né ragione sociale.
Quanto costa e come si prova?
Provi gratis, senza carta di credito, con l’ambiente pronto in un minuto e operatori illimitati. Per l’attivazione completa ti prepariamo un preventivo su misura in base a ciò che usi.