In breve
- Una formula è ripetibile solo se registri base, coloranti in grammi e volume esatto: due su tre non bastano.
- La riproporzione da 1 a 4 litri non è una moltiplicazione qualsiasi: la base cambia, i coloranti seguono il volume utile.
- La stessa formula su una base diversa dà un colore diverso: senza il codice della base, l’archivio non serve.
Il tintometro ha cambiato il mestiere: si vendono migliaia di colori senza tenerne a magazzino nemmeno uno. Ma ha introdotto un problema nuovo — la ripetibilità. Il cliente che ha finito la vernice per l’ultima parete non vuole un colore simile: vuole quello, e se non glielo dai tu lo cerca altrove, insieme a tutto il resto della spesa.
La differenza fra una ferramenta che ripete le tinte e una che ci prova sta tutta in cosa si scrive al momento della preparazione.
01Cosa va scritto, sempre
- La base: codice esatto e finitura (opaca, satinata, lucida). Cambiare base cambia il colore, anche a parità di coloranti.
- Il formato: 0,75 / 1 / 4 / 14 litri. Non «un barattolo».
- I coloranti in grammi, uno per riga, con il codice del sistema tintometrico — non il nome commerciale.
- Il codice colore della cartella (NCS, RAL, mazzetta del produttore) se esiste.
- Data e cliente: è quello che rende ritrovabile la formula quando il cliente non ricorda nulla.
02Riproporzionare su un formato diverso
Il cliente ha fatto un litro l’anno scorso e adesso gliene servono quattro. Non si moltiplica per quattro e basta: i barattoli non contengono il loro nominale, contengono il nominale meno lo spazio per il colorante.
- 1
Parti dai grammi totali di colorante
Somma le dosi della formula originale: è quella la quantità che deve scalare.
- 2
Calcola il rapporto fra i volumi utili
Non fra i nominali. Un 4 litri contiene circa 3,8 litri di base più il colorante.
- 3
Applica il rapporto a ogni colorante
Ogni pigmento scala con lo stesso fattore, arrotondato al decimo di grammo.
- 4
Verifica il totale
Se il colorante supera la capacità della base (in genere il 5–8% del volume), serve una base più scarica.
Dose nuova = Dose originale × (Volume nuovo utile ÷ Volume originale utile)
Da 1 L (0,95 utile) a 4 L (3,80 utile): fattore 4,0. Da 0,75 L a 4 L: fattore 5,33.
03La prova che evita il reclamo
Il colore bagnato non è il colore asciutto, e la differenza fra i due può essere di mezzo tono. Due minuti di prova a secco evitano il barattolo che torna indietro.
Prima di consegnare
- Stendi una pennellata su cartoncino e asciugala (phon o cinque minuti d’aria).
- Confronta con la cartella alla luce naturale, non sotto i neon del negozio.
- Se il cliente sta ritoccando una parete esistente, avvisalo: la parete è invecchiata, il colore nuovo sarà più vivo. Meglio ridipingere l’intera parete fino allo spigolo.
- Sul barattolo va l’etichetta con formula, base e data: se la ricerca in negozio fallisce, il cliente ce l’ha addosso.
04L’archivio che serve davvero
Un archivio di formule vale in base a come si cerca. Chi torna dopo due anni non ricorda il codice: ricorda il proprio nome, più o meno il periodo, e a volte la stanza («quello del salotto»).
- Cercabile per cliente, con la sua storia in ordine di data.
- Con una nota libera — «salotto», «infissi esterni», «negozio via Roma» — perché è così che il cliente la chiede.
- Con il numero di ripetizioni: una formula ripetuta dieci volte è un colore che vale la pena tenere pronto.
- Con la traccia del cambio base: quando il fornitore cambia sistema, le formule vecchie vanno convertite o marcate come non più ripetibili. Meglio saperlo prima di prometterlo al cliente.
Con Omega
Le tinte che si ritrovano dal nome del cliente
- Ogni preparazione resta scritta con base, finitura, formato e coloranti in grammi.
- La riproporzione sui litri la fa il gestionale: scegli il formato e le dosi si ricalcolano.
- Lo storico si cerca per cliente, per data e per nota libera — «salotto», «infissi» — non solo per codice.
- L’etichetta con formula e data esce insieme allo scontrino e resta sul barattolo.



