Come si fa

Tintometro: ripetere la stessa tinta anche fra due anni

Il cliente torna con il barattolo vuoto e vuole «lo stesso colore di due anni fa». Se la formula è su un foglietto, la risposta è no. Se è scritta come si deve, sono tre minuti.

5 minuti di lettura Aggiornata al 7 luglio 2026Omega per Ferramenta

In breve

  • Una formula è ripetibile solo se registri base, coloranti in grammi e volume esatto: due su tre non bastano.
  • La riproporzione da 1 a 4 litri non è una moltiplicazione qualsiasi: la base cambia, i coloranti seguono il volume utile.
  • La stessa formula su una base diversa dà un colore diverso: senza il codice della base, l’archivio non serve.

Il tintometro ha cambiato il mestiere: si vendono migliaia di colori senza tenerne a magazzino nemmeno uno. Ma ha introdotto un problema nuovo — la ripetibilità. Il cliente che ha finito la vernice per l’ultima parete non vuole un colore simile: vuole quello, e se non glielo dai tu lo cerca altrove, insieme a tutto il resto della spesa.

La differenza fra una ferramenta che ripete le tinte e una che ci prova sta tutta in cosa si scrive al momento della preparazione.

01Cosa va scritto, sempre

  • La base: codice esatto e finitura (opaca, satinata, lucida). Cambiare base cambia il colore, anche a parità di coloranti.
  • Il formato: 0,75 / 1 / 4 / 14 litri. Non «un barattolo».
  • I coloranti in grammi, uno per riga, con il codice del sistema tintometrico — non il nome commerciale.
  • Il codice colore della cartella (NCS, RAL, mazzetta del produttore) se esiste.
  • Data e cliente: è quello che rende ritrovabile la formula quando il cliente non ricorda nulla.

02Riproporzionare su un formato diverso

Il cliente ha fatto un litro l’anno scorso e adesso gliene servono quattro. Non si moltiplica per quattro e basta: i barattoli non contengono il loro nominale, contengono il nominale meno lo spazio per il colorante.

  1. 1

    Parti dai grammi totali di colorante

    Somma le dosi della formula originale: è quella la quantità che deve scalare.

  2. 2

    Calcola il rapporto fra i volumi utili

    Non fra i nominali. Un 4 litri contiene circa 3,8 litri di base più il colorante.

  3. 3

    Applica il rapporto a ogni colorante

    Ogni pigmento scala con lo stesso fattore, arrotondato al decimo di grammo.

  4. 4

    Verifica il totale

    Se il colorante supera la capacità della base (in genere il 5–8% del volume), serve una base più scarica.

Dose nuova = Dose originale × (Volume nuovo utile ÷ Volume originale utile)

Da 1 L (0,95 utile) a 4 L (3,80 utile): fattore 4,0. Da 0,75 L a 4 L: fattore 5,33.

03La prova che evita il reclamo

Il colore bagnato non è il colore asciutto, e la differenza fra i due può essere di mezzo tono. Due minuti di prova a secco evitano il barattolo che torna indietro.

Prima di consegnare

  • Stendi una pennellata su cartoncino e asciugala (phon o cinque minuti d’aria).
  • Confronta con la cartella alla luce naturale, non sotto i neon del negozio.
  • Se il cliente sta ritoccando una parete esistente, avvisalo: la parete è invecchiata, il colore nuovo sarà più vivo. Meglio ridipingere l’intera parete fino allo spigolo.
  • Sul barattolo va l’etichetta con formula, base e data: se la ricerca in negozio fallisce, il cliente ce l’ha addosso.

04L’archivio che serve davvero

Un archivio di formule vale in base a come si cerca. Chi torna dopo due anni non ricorda il codice: ricorda il proprio nome, più o meno il periodo, e a volte la stanza («quello del salotto»).

  • Cercabile per cliente, con la sua storia in ordine di data.
  • Con una nota libera — «salotto», «infissi esterni», «negozio via Roma» — perché è così che il cliente la chiede.
  • Con il numero di ripetizioni: una formula ripetuta dieci volte è un colore che vale la pena tenere pronto.
  • Con la traccia del cambio base: quando il fornitore cambia sistema, le formule vecchie vanno convertite o marcate come non più ripetibili. Meglio saperlo prima di prometterlo al cliente.

Con Omega

Le tinte che si ritrovano dal nome del cliente

  • Ogni preparazione resta scritta con base, finitura, formato e coloranti in grammi.
  • La riproporzione sui litri la fa il gestionale: scegli il formato e le dosi si ricalcolano.
  • Lo storico si cerca per cliente, per data e per nota libera — «salotto», «infissi» — non solo per codice.
  • L’etichetta con formula e data esce insieme allo scontrino e resta sul barattolo.
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Dubbi

Domande frequenti

Posso ripetere una formula se ho cambiato fornitore di vernici?+

No, non direttamente: ogni sistema tintometrico ha i suoi pigmenti e le sue basi. La formula vecchia serve come punto di partenza, ma il colore va rifatto e riletto con lo spettrofotometro o confrontato con la cartella.

Quanto colorante può accettare una base?+

Dipende dalla base, in genere fra il 5% e l’8% del volume. Superarlo compromette la tenuta del film: se la formula chiede più pigmento, si passa a una base più scarica e si ricalcolano le dosi.

Perché il colore asciutto è diverso da quello nel barattolo?+

Perché l’acqua o il solvente evaporando cambiano l’indice di rifrazione della superficie. Quasi tutte le tinte schiariscono leggermente asciugando: per questo il confronto con la cartella va fatto a secco.

Serve conservare la formula anche per una tinta di cartella standard?+

Sì, con il cliente accanto. Il codice di cartella dice quale colore, la formula dice come l’hai fatto tu con la tua macchina e le tue basi: fra i due c’è quasi sempre una differenza di taratura.

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