In breve
- Gli accessi si prendono tramite gli strumenti aziendali delle piattaforme, mai con le password personali del cliente.
- Il brief non è un modulo: è la conversazione da cui nasce tutto il resto, e va scritta.
- Le aspettative vanno fissate all’inizio con numeri e tempi, altrimenti verranno fissate dopo, dal cliente.
Ogni rapporto difficile con un cliente social nasce nello stesso punto: un inizio veloce. Si parte «intanto pubblichiamo qualcosa», gli accessi si prendono con la password del titolare, gli obiettivi restano vaghi, e sei mesi dopo si discute su cosa era stato promesso.
Un onboarding fatto in due incontri risolve tutto questo, e costa meno di una singola discussione al terzo mese.
01Il brief: cosa chiedere davvero
Le domande che contano
- Cosa vendi, a chi, e come guadagni davvero (spesso non è quello che sembra).
- Chi è il cliente tipo: come arriva, cosa lo convince, cosa lo blocca.
- Cosa ti distingue da chi fa la stessa cosa a due strade da qui.
- Cosa hai già provato sui social e com’è andata.
- Cosa non vuoi assolutamente vedere pubblicato.
- Chi può comparire nei contenuti e chi no.
- Stagionalità: quando lavori tanto e quando poco.
- Qual è il risultato che ti farebbe dire «ha funzionato» fra sei mesi.
02Gli accessi: come si prendono
È la parte tecnica che più spesso viene fatta male, con conseguenze serie: profili persi, accessi revocati, responsabilità confuse.
- 1
Mai la password personale del cliente
È contro le condizioni d’uso delle piattaforme, è insicuro e ti rende responsabile di tutto ciò che accade su quell’account.
- 2
Chiedi un ruolo sugli strumenti aziendali
Le piattaforme prevedono strumenti di gestione business con ruoli assegnabili: è la strada corretta.
- 3
Verifica che il cliente sia proprietario
Capita spesso che la proprietà sia rimasta a un’agenzia precedente o a un ex collaboratore: va risolto prima di iniziare.
- 4
Prendi solo i permessi che ti servono
Non la proprietà: la proprietà dei profili resta al cliente, sempre.
- 5
Documenta chi ha accesso a cosa
E rimuovi gli accessi non più necessari.
03I materiali da raccogliere subito
Prima di produrre qualsiasi cosa
- Logo in formato utilizzabile e indicazioni sui colori.
- Fotografie esistenti, con la conferma che il cliente ne ha i diritti.
- Listini, cataloghi, schede prodotto.
- Recensioni e testimonianze già raccolte.
- Contatti, orari, indirizzi corretti (e la verifica che siano aggiornati sui profili).
- Eventuali linee guida di marca già esistenti.
- Liberatorie delle persone che compariranno nei contenuti.
Il modo più efficace per raccoglierli è uno spazio condiviso in cui il cliente carica, non una catena di messaggi con allegati. La differenza, su un anno di lavoro, è di ore.
04Il primo mese, giorno per giorno
| Momento | Cosa succede |
|---|---|
| Settimana 0 | Brief, accessi, raccolta materiali, definizione degli obiettivi |
| Settimana 1 | Analisi di quello che c’è: profili, concorrenti, pubblico attuale |
| Settimana 2 | Proposta di pilastri, tono e primo calendario; approvazione |
| Settimana 3 | Produzione: sessione fotografica, contenuti del primo mese |
| Settimana 4 | Prima pubblicazione, con verifica ravvicinata dei primi risultati |
| Fine primo mese | Primo report, con la lettura di cosa aspettarsi nei mesi successivi |
Le aspettative da scrivere subito
- Quanti contenuti al mese e su quali canali.
- Entro quando arrivano in approvazione e entro quando servono le risposte.
- Quali risultati si misurano e quali no.
- In quanto tempo è ragionevole vedere qualcosa (mai meno di tre mesi).
- Cosa serve dal cliente ogni mese, e cosa succede se non arriva.
- Come si comunica: un canale solo, non cinque.
Con Omega
Un cliente, un ambiente, tutto dentro
- Spazio dedicato per ogni cliente: materiali, calendario, approvazioni e compensi separati.
- Il cliente carica i suoi materiali nel suo spazio, senza account da creare.
- Brief, obiettivi e regole del rapporto scritti dove chi lavora li ritrova.
- Passaggio da un cliente all’altro senza cambiare accesso.



