Norme e obblighi

Vendere cosmetici: gli obblighi di chi sta in negozio

Il negozio non è un passacarte: il regolamento europeo mette in capo al distributore verifiche precise sull’etichetta e l’obbligo di segnalare gli effetti indesiderati.

5 minuti di lettura Aggiornata al 13 luglio 2026Omega per Profumerie

In breve

  • Prima di mettere in vendita, il distributore deve verificare etichetta in italiano, dati del responsabile, lotto e durata.
  • Le condizioni di conservazione durante la vendita sono responsabilità di chi vende.
  • Un effetto indesiderato grave segnalato da un cliente va comunicato: è un obbligo, non una cortesia.

Il Regolamento CE 1223/2009 governa i cosmetici in tutta l’Unione europea. Assegna la responsabilità principale alla «persona responsabile» — di norma il fabbricante o l’importatore — ma non lascia il distributore fuori dal quadro: l’articolo 6 gli attribuisce verifiche precise da fare prima di mettere un prodotto sullo scaffale.

Sono controlli rapidi, ma vanno fatti: in un’ispezione la domanda è «lei cosa ha verificato?», e la risposta «me lo ha portato il fornitore» non è sufficiente.

01Le verifiche prima della vendita

Su ogni prodotto che metti a scaffale

  • Nome e indirizzo della persona responsabile stabilita nell’Unione europea.
  • Numero di lotto o riferimento che permette l’identificazione.
  • Data di durata minima oppure PAO (il simbolo del vasetto aperto con i mesi).
  • Elenco degli ingredienti con la denominazione INCI.
  • Contenuto nominale.
  • Funzione del prodotto, se non evidente.
  • Precauzioni d’impiego in lingua italiana.

02Conservazione: da quando la merce è tua

Finché il prodotto è sotto la tua responsabilità, le condizioni di conservazione e trasporto devono rispettare quanto indicato dal fabbricante. In profumeria significa soprattutto due cose: luce e calore.

  • Vetrine esposte al sole diretto: le fragranze alterano il colore e l’odore in poche settimane.
  • Temperatura del negozio d’estate: sopra i 25–30 °C costanti alcune emulsioni si separano.
  • Prodotti aperti al banco (tester): vanno sostituiti secondo la loro durata dopo l’apertura, non tenuti finché finiscono.
  • Magazzino: scatole a terra e su ripiani, mai a contatto con fonti di calore o pareti umide.

03Cosmetovigilanza: cosa fare se un cliente reagisce male

Il regolamento prevede un sistema di segnalazione degli effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati gravi — quelli che comportano incapacità funzionale temporanea o permanente, ospedalizzazione, anomalie congenite, rischio immediato per la vita o decesso — vanno notificati senza indugio all’autorità competente.

  1. 1

    Ascolta e scrivi

    Prodotto, lotto, data di acquisto, cosa è successo e quando. Senza il lotto la segnalazione serve a poco.

  2. 2

    Avvisa subito la persona responsabile o il tuo fornitore

    È il soggetto che deve valutare e, se serve, notificare all’autorità.

  3. 3

    Se l’effetto è grave, segnala anche tu

    Il distributore che ne viene a conoscenza è tenuto a informare l’autorità competente, che in Italia è il Ministero della Salute.

  4. 4

    Conserva il prodotto

    Il flacone residuo è l’elemento che permette la verifica. Buttarlo chiude ogni possibilità di accertamento.

  5. 5

    Tieni traccia

    Le segnalazioni ricevute vanno registrate: due casi sullo stesso lotto sono un segnale che va portato al fornitore.

04Ritiri e prodotti non conformi

Se hai motivo di ritenere che un prodotto non sia conforme, non puoi metterlo in vendita; se è già in vendita, devi adottare le misure correttive necessarie — ritiro dal mercato o richiamo dai consumatori — e informare le autorità quando il prodotto presenta un rischio.

Quando arriva un ritiro

  • Togli subito dalla vendita tutti i pezzi del lotto interessato, magazzino compreso.
  • Verifica quanti ne hai venduti e in quale periodo.
  • Segui le istruzioni della persona responsabile su restituzione o distruzione.
  • Se è un richiamo, esponi l’avviso al pubblico e avvisa i clienti identificabili — quelli con la tessera, per esempio.
  • Conserva la documentazione: comunicazioni ricevute, quantità, date.

Con Omega

Lotti, fornitori e clienti collegati fra loro

  • Lotto registrato al carico e collegato al documento del fornitore: la tracciabilità a tre anni si ricostruisce in un momento.
  • Dal lotto alle vendite: si sa quante confezioni sono uscite e, per i clienti registrati, a chi.
  • Ritiri e richiami come procedura, con l’avviso ai clienti coinvolti e il registro di cosa è stato fatto.
  • Segnalazioni dei clienti registrate accanto al prodotto, con la data e il lotto.
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Dubbi

Domande frequenti

Devo conservare la documentazione dei prodotti che vendo?+

Il distributore deve poter identificare chi gli ha fornito il prodotto e a chi lo ha fornito, se ha venduto ad altri operatori, per un periodo di tre anni dalla messa a disposizione del lotto. Fatture e documenti di trasporto vanno quindi conservati e ricollegabili ai lotti.

Posso vendere cosmetici comprati all’estero fuori dall’Unione europea?+

Solo se il prodotto rispetta il regolamento europeo, ha una persona responsabile nell’Unione ed è notificato nel portale europeo dei prodotti cosmetici. In caso contrario chi lo immette sul mercato assume gli obblighi dell’importatore.

Cosa devo fare se un cliente ha una reazione allergica?+

Raccogliere i dati (prodotto, lotto, sintomi, data), avvisare la persona responsabile o il fornitore e, se l’effetto è grave, segnalarlo all’autorità competente. Il prodotto residuo va conservato.

L’etichetta può essere solo in inglese?+

No. Le informazioni previste — in particolare precauzioni d’impiego, funzione e contenuto — devono essere in lingua italiana. Un adesivo apposto correttamente dal responsabile è ammesso; un prodotto senza indicazioni in italiano non può essere venduto.

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