In breve
- Tester e campioncini vanno caricati in un magazzino separato: non sono merce vendibile e non devono entrare nel valore delle rimanenze come tale.
- Il consumo di tester per marca dice quale brand ti costa e quale ti rende.
- Il campioncino dato con criterio converte; quello dato a chiunque è un costo senza ritorno.
In profumeria una parte non trascurabile della merce non viene mai venduta: i tester sul banco, i campioncini nelle bustine, i prodotti omaggio delle campagne. Sono strumenti di vendita e vanno usati; il problema nasce quando nessuno sa quanti ne consuma e quanto valgono.
La domanda giusta non è «quanti campioncini ho dato», ma «quante vendite ha portato la marca a cui ho dato quaranta campioncini».
01Tre cose diverse, tre trattamenti diversi
| Tester | Campioncino | Omaggio | |
|---|---|---|---|
| Cos’è | Prodotto in prova sul banco | Miniatura da regalare | Prodotto vendibile dato gratis |
| Da chi arriva | Fornitore, spesso gratis o a costo ridotto | Fornitore, in dotazione alla campagna | Dal tuo magazzino |
| Vendibile? | No, mai | No | Sì, ma lo cedi gratis |
| Come si tratta | Materiale di consumo | Materiale promozionale | Cessione gratuita, con i suoi adempimenti |
02Il magazzino promozionale
La soluzione pratica è tenere un magazzino a parte, con le sue giacenze e i suoi movimenti. Costa cinque minuti al momento del carico e restituisce due informazioni che altrimenti non hai: quanto consumi e per quale marca.
- 1
Carica in un magazzino dedicato
Tester, campioncini e materiale promozionale entrano lì, mai nella merce vendibile.
- 2
Registra da chi arrivano e a che titolo
Gratuito, in conto, addebitato: cambia il costo e cambia cosa puoi chiedere al fornitore.
- 3
Scarica quando li usi
Il tester quando lo apri, il campioncino quando lo dai. Non serve la precisione al pezzo su tutto: basta la disciplina sulle marche principali.
- 4
Guarda il consumo per marca ogni trimestre
È il numero da portare al rappresentante: «su questa marca ho consumato tot in tester e ho venduto tot».
03Dare i campioncini con criterio
Il campioncino ha un solo scopo: far tornare il cliente per comprare il formato intero. Dato a caso, non torna nessuno; dato con una regola, converte in modo misurabile.
- Legato alla vendita: chi compra una crema riceve il campioncino del siero della stessa linea. È l’abbinamento che converte di più.
- Legato alla richiesta: chi chiede consiglio su una fragranza esce con due campioncini, non con dieci.
- Con un motivo per tornare: «se le piace, dentro c’è il buono da 5 euro valido un mese». Il buono con scadenza è quello che fa la differenza.
- Mai come premio di consolazione: dare campioncini a chi non compra insegna che si può uscire con qualcosa senza spendere.
Ritorno = Vendite del prodotto nel mese ÷ Campioncini dati nel mese
Un campioncino ogni tre vendite del formato intero è un buon segnale; uno ogni venti è un costo, non una leva.
04Il lato contabile, in breve
- I campioni gratuiti di modico valore, contrassegnati come tali, hanno un trattamento IVA agevolato: la cessione gratuita non è imponibile se il campione è di valore modesto e appositamente contrassegnato.
- Gli omaggi di prodotti che commerci abitualmente seguono regole diverse: sopra una certa soglia di valore unitario la cessione gratuita è rilevante ai fini IVA.
- Materiale promozionale e tester ricevuti gratuitamente dal fornitore vanno comunque documentati: serve un documento che ne attesti l’ingresso.
- Il valore dei tester non entra nelle rimanenze come merce destinata alla vendita: sono beni destinati al consumo dell’attività.
Con Omega
Il materiale promozionale ha il suo magazzino
- Tester, campioncini e omaggi in un magazzino separato da quello vendibile.
- Consumo per marca e per periodo: il numero da portare al rappresentante.
- Campioncini collegati alla vendita in cassa, con il buono a scadenza da stampare sullo scontrino.
- Il valore delle rimanenze resta quello della merce che venderai davvero.



