Magazzino

Tester e campioncini: quanto costano e come si tengono sotto controllo

Il tester non si vende e il campioncino si regala: entrambi però sono costati qualcosa. Senza un magazzino a parte, quel costo sparisce dai conti e ricompare come margine che non torna.

5 minuti di lettura Aggiornata al 20 giugno 2026Omega per Profumerie

In breve

  • Tester e campioncini vanno caricati in un magazzino separato: non sono merce vendibile e non devono entrare nel valore delle rimanenze come tale.
  • Il consumo di tester per marca dice quale brand ti costa e quale ti rende.
  • Il campioncino dato con criterio converte; quello dato a chiunque è un costo senza ritorno.

In profumeria una parte non trascurabile della merce non viene mai venduta: i tester sul banco, i campioncini nelle bustine, i prodotti omaggio delle campagne. Sono strumenti di vendita e vanno usati; il problema nasce quando nessuno sa quanti ne consuma e quanto valgono.

La domanda giusta non è «quanti campioncini ho dato», ma «quante vendite ha portato la marca a cui ho dato quaranta campioncini».

01Tre cose diverse, tre trattamenti diversi

TesterCampioncinoOmaggio
Cos’èProdotto in prova sul bancoMiniatura da regalareProdotto vendibile dato gratis
Da chi arrivaFornitore, spesso gratis o a costo ridottoFornitore, in dotazione alla campagnaDal tuo magazzino
Vendibile?No, maiNoSì, ma lo cedi gratis
Come si trattaMateriale di consumoMateriale promozionaleCessione gratuita, con i suoi adempimenti

02Il magazzino promozionale

La soluzione pratica è tenere un magazzino a parte, con le sue giacenze e i suoi movimenti. Costa cinque minuti al momento del carico e restituisce due informazioni che altrimenti non hai: quanto consumi e per quale marca.

  1. 1

    Carica in un magazzino dedicato

    Tester, campioncini e materiale promozionale entrano lì, mai nella merce vendibile.

  2. 2

    Registra da chi arrivano e a che titolo

    Gratuito, in conto, addebitato: cambia il costo e cambia cosa puoi chiedere al fornitore.

  3. 3

    Scarica quando li usi

    Il tester quando lo apri, il campioncino quando lo dai. Non serve la precisione al pezzo su tutto: basta la disciplina sulle marche principali.

  4. 4

    Guarda il consumo per marca ogni trimestre

    È il numero da portare al rappresentante: «su questa marca ho consumato tot in tester e ho venduto tot».

03Dare i campioncini con criterio

Il campioncino ha un solo scopo: far tornare il cliente per comprare il formato intero. Dato a caso, non torna nessuno; dato con una regola, converte in modo misurabile.

  • Legato alla vendita: chi compra una crema riceve il campioncino del siero della stessa linea. È l’abbinamento che converte di più.
  • Legato alla richiesta: chi chiede consiglio su una fragranza esce con due campioncini, non con dieci.
  • Con un motivo per tornare: «se le piace, dentro c’è il buono da 5 euro valido un mese». Il buono con scadenza è quello che fa la differenza.
  • Mai come premio di consolazione: dare campioncini a chi non compra insegna che si può uscire con qualcosa senza spendere.

Ritorno = Vendite del prodotto nel mese ÷ Campioncini dati nel mese

Un campioncino ogni tre vendite del formato intero è un buon segnale; uno ogni venti è un costo, non una leva.

04Il lato contabile, in breve

  • I campioni gratuiti di modico valore, contrassegnati come tali, hanno un trattamento IVA agevolato: la cessione gratuita non è imponibile se il campione è di valore modesto e appositamente contrassegnato.
  • Gli omaggi di prodotti che commerci abitualmente seguono regole diverse: sopra una certa soglia di valore unitario la cessione gratuita è rilevante ai fini IVA.
  • Materiale promozionale e tester ricevuti gratuitamente dal fornitore vanno comunque documentati: serve un documento che ne attesti l’ingresso.
  • Il valore dei tester non entra nelle rimanenze come merce destinata alla vendita: sono beni destinati al consumo dell’attività.

Con Omega

Il materiale promozionale ha il suo magazzino

  • Tester, campioncini e omaggi in un magazzino separato da quello vendibile.
  • Consumo per marca e per periodo: il numero da portare al rappresentante.
  • Campioncini collegati alla vendita in cassa, con il buono a scadenza da stampare sullo scontrino.
  • Il valore delle rimanenze resta quello della merce che venderai davvero.
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Dubbi

Domande frequenti

I tester vanno inventariati?+

Vanno contati e valorizzati, ma separatamente dalla merce destinata alla vendita: sono beni di consumo dell’attività. Metterli insieme al resto gonfia il valore delle rimanenze con prodotti che non venderai mai.

Posso vendere i tester a fine campagna?+

Solo dichiarandone la natura: il flacone riporta l’indicazione che non è destinato alla vendita e presentarlo come prodotto nuovo è una pratica commerciale scorretta. Molti contratti di fornitura ne vietano espressamente la vendita.

Quanti campioncini conviene dare per ogni vendita?+

Uno o due, scelti in funzione di quello che il cliente ha comprato. La quantità non aumenta la conversione: la pertinenza sì.

Come faccio a farmi dare più tester dal fornitore?+

Portando i numeri: consumo di tester e campioncini della sua marca, vendite generate, quota della marca sul tuo fatturato. Una richiesta con i dati ottiene molto più di una richiesta generica.

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