In breve
- Il costo azienda è la retribuzione lorda più contributi, TFR e ratei: quasi sempre fra il 130% e il 150% del lordo.
- Il costo orario reale si calcola sulle ore effettivamente lavorabili, non su quelle contrattuali.
- Le variazioni di CCNL e di aliquote vanno recepite: un costo orario di due anni fa è sbagliato per difetto.
Il costo del lavoro è il numero che serve per fare preventivi, decidere assunzioni, valutare un investimento in automazione e capire se una commessa ha margine. Ed è anche il numero che quasi nessuno ha davvero a portata di mano.
La struttura è sempre la stessa e si costruisce in cinque passaggi.
01Dagli strati del costo
| Livello | Cosa comprende |
|---|---|
| Retribuzione netta | Quello che arriva sul conto del lavoratore |
| Retribuzione lorda | Netto + contributi a carico del lavoratore + ritenute fiscali |
| Costo azienda | Lordo + contributi a carico azienda + TFR + ratei + premi assicurativi |
| Costo pieno | Costo azienda + costi indiretti: postazione, strumenti, formazione, dispositivi |
Costo azienda ≈ Retribuzione annua lorda × (1 + aliquota contributiva azienda) + TFR + ratei
L’incidenza complessiva varia per settore, inquadramento e CCNL: in linea di massima il costo azienda si colloca fra il 130% e il 150% del lordo.
02Le componenti, una per una
- Retribuzione lorda annua: paga base, contingenza, scatti di anzianità, superminimi, secondo il CCNL applicato.
- Mensilità aggiuntive: tredicesima e, dove prevista, quattordicesima. Sono ratei che maturano ogni mese.
- Contributi previdenziali e assistenziali a carico dell’azienda: la quota principale del ricarico sul lordo.
- Premio assicurativo INAIL: variabile per rischio di lavorazione.
- TFR: accantonamento annuo pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, al netto della quota destinata al Fondo di garanzia.
- Ratei di ferie e permessi: sono retribuzione maturata, anche se non ancora goduta.
- Altri costi contrattuali: fondi di assistenza sanitaria, previdenza complementare, enti bilaterali, secondo il CCNL.
03Il costo orario reale
È il numero che serve davvero per i preventivi. Non si ottiene dividendo il costo annuo per le ore contrattuali: si ottiene dividendolo per le ore effettivamente lavorabili.
| Voce | Ore/anno |
|---|---|
| Ore contrattuali (40 × 52) | 2.080 |
| − Ferie (4 settimane) | −160 |
| − Festività | −88 |
| − Permessi e ROL (media) | −72 |
| − Assenze per malattia (media) | −60 |
| − Formazione | −16 |
| Ore lavorabili | ~1.684 |
Costo orario reale = Costo azienda annuo ÷ Ore effettivamente lavorabili
Con un costo azienda di 42.000 € e 1.684 ore: 24,94 €/h, non 20,19 €/h come suggerirebbero le ore contrattuali.
04Usare il numero
Dove serve il costo orario reale
- Preventivi e tariffe: il prezzo di vendita di un’ora deve stare sopra il costo pieno, non sopra il lordo.
- Valutazione di un’assunzione: il costo del primo anno comprende anche formazione e minore produttività iniziale.
- Confronto fra internalizzare e affidare all’esterno.
- Analisi di commessa: ore imputate per costo orario reale.
- Budget: la variazione di CCNL e di aliquote va inserita quando è nota, non a consuntivo.
Un ultimo elemento spesso dimenticato: i costi indiretti. Postazione, strumenti, telefonia, dispositivi di protezione, formazione, gestione amministrativa. Nelle attività di servizio incidono in modo significativo e vanno ripartiti sulle stesse ore lavorabili.
Con Omega
Il costo del lavoro calcolato sui dati veri
- Costo azienda per persona, con contributi, TFR e ratei già dentro.
- Costo orario reale calcolato sulle ore lavorabili, non su quelle contrattuali.
- Ore imputate alle commesse valorizzate al costo reale.
- Simulazione del costo di un’assunzione prima di farla.



