Norme e obblighi

Tracciabilità: sapere in quattro ore dove è finito un lotto

Arriva l’allerta su un lotto di formaggio. Devi sapere quante confezioni hai ricevuto, quante ne hai vendute e se qualcuna è finita in una preparazione del banco: la legge dà poche ore, non giorni.

5 minuti di lettura Aggiornata al 25 luglio 2026Omega per Alimentari

In breve

  • L’obbligo è «un passo indietro, un passo avanti»: da chi hai comprato e a chi hai venduto, quando la vendita non è al consumatore finale.
  • Il lotto va registrato in ingresso: ricostruirlo dopo, dalle fatture, è quasi sempre impossibile.
  • Ritiro e richiamo sono due cose diverse: il secondo richiede di avvisare i consumatori.

La tracciabilità alimentare è regolata dall’articolo 18 del Regolamento CE 178/2002, e chiede una cosa apparentemente semplice: in ogni momento devi poter dire da chi hai ricevuto un alimento e — se non l’hai venduto a un consumatore finale — a chi l’hai ceduto.

Nella pratica del negozio la domanda diventa una sola, e arriva sempre con urgenza: **questo lotto, dov’è finito?**

01Cosa registrare all’ingresso della merce

DatoPerché serve
Fornitore e suo riferimentoÈ il passo indietro: senza, la catena si spezza
Numero di lotto o data di scadenzaÈ l’identificativo con cui arriverà l’allerta
Quantità ricevutaServe a sapere quanto devi ritrovare
Data di ricevimentoColloca la merce nel tempo e distingue due arrivi dello stesso prodotto
Documento di trasporto o fatturaÈ la prova documentale che regge in un controllo

02Quando il lotto entra in una preparazione

È il punto in cui la tracciabilità si complica e in cui quasi tutti i negozi con banco gastronomia sono scoperti: l’insalata di riso preparata al banco contiene sei ingredienti, ognuno con il suo lotto. Se uno di quei sei viene richiamato, devi sapere quali preparazioni lo contenevano e in quali giorni.

  1. 1

    Scrivi la ricetta con gli ingredienti

    Non serve un ricettario da ristorante: bastano gli ingredienti e le quantità indicative.

  2. 2

    Registra i lotti usati in quella produzione

    Al momento della preparazione, non dopo. Con la data e la quantità prodotta.

  3. 3

    Assegna un lotto alla preparazione

    Anche solo la data di produzione: diventa l’identificativo che collega il prodotto finito ai suoi ingredienti.

  4. 4

    Conserva un campione, se il piano lo prevede

    Per alcune produzioni è previsto: va etichettato con data e lotto e tenuto alla temperatura giusta.

03Ritiro e richiamo: due procedure diverse

RitiroRichiamo
QuandoIl prodotto non ha ancora raggiunto il consumatoreIl prodotto potrebbe essere già stato acquistato
Cosa faiTogli dalla vendita e isoliTogli dalla vendita e informi i consumatori
ComunicazioneAl fornitore e all’autorità competenteAnche avviso al pubblico, esposto in negozio
Quando serveNon conformità senza rischio immediatoRischio per la salute
  1. 1

    Blocca subito la vendita

    Prima di ogni telefonata: il prodotto esce dal banco e dallo scaffale, e viene isolato in un’area identificata.

  2. 2

    Ricostruisci le quantità

    Quanto ricevuto, quanto venduto, quanto resta. La differenza è quello che è uscito dal negozio.

  3. 3

    Informa fornitore e autorità

    La comunicazione all’ASL competente è dovuta quando il prodotto può essere dannoso: non è una scelta discrezionale.

  4. 4

    Esponi l’avviso, se è un richiamo

    In modo visibile, per il tempo indicato: con prodotto, lotto, motivo e cosa deve fare chi l’ha comprato.

  5. 5

    Scrivi tutto

    Date, orari, quantità, persone avvisate. È la parte che dimostra che la procedura è stata seguita.

04Quanto ci metti oggi?

È l’unica prova che conta. Prendi un prodotto a caso dal banco e prova a rispondere a queste domande con quello che hai adesso.

La prova del lotto

  • Da chi l’ho comprato e con quale documento?
  • Quante confezioni di quel lotto sono entrate?
  • Quante ne ho vendute e quante ne restano?
  • È finito in qualche preparazione del banco? In quali giorni?
  • Ho un cliente identificabile a cui l’ho venduto (fornitura a ristoranti, bar, altre attività)?

Con Omega

Il lotto lo sai sempre, anche dentro una preparazione

  • Lotto e scadenza registrati al carico, collegati al documento del fornitore.
  • Le preparazioni del banco portano dentro i lotti degli ingredienti usati quel giorno.
  • Dal lotto si arriva alle vendite e alle preparazioni in un passaggio: quanto è entrato, quanto è uscito, cosa resta.
  • Ritiro e richiamo come procedure guidate, con l’avviso da esporre e il registro di quello che è stato fatto.
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Dubbi

Domande frequenti

Devo registrare a chi vendo?+

Non per le vendite al consumatore finale. L’obbligo del «passo avanti» riguarda le cessioni ad altre imprese alimentari: se fornisci bar, ristoranti, mense o altri negozi, quelle vendite vanno tracciate.

Per quanto tempo conservo i documenti di tracciabilità?+

In linea generale per un periodo adeguato alla vita del prodotto; la prassi consolidata è due anni per i prodotti a lunga conservazione e almeno sei mesi oltre la scadenza per gli altri.

Il lotto va registrato anche per frutta e verdura sfusa?+

Sì: per gli ortofrutticoli la tracciabilità passa dal documento del fornitore e dal cartellino con origine e, quando previsto, lotto. È materia di controlli frequenti proprio perché spesso trascurata.

Cosa succede se non riesco a ricostruire un lotto?+

La mancata rintracciabilità è una violazione sanzionata in sé, indipendentemente dal fatto che il prodotto sia risultato pericoloso. E in caso di allerta obbliga a ritirare quantità molto maggiori di quelle realmente coinvolte.

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