In breve
- Data di scadenza: oltre quel giorno il prodotto non si vende e non si somministra, punto.
- Termine minimo di conservazione: la vendita resta possibile, se il prodotto è integro e il cliente è informato.
- La rotazione FEFO — prima quello che scade prima — vale più di qualsiasi controllo a fine mese.
In un negozio alimentare la scadenza è insieme un obbligo di legge e una voce di costo: ogni confezione ritirata è margine perso, ogni confezione venduta oltre il termine è un rischio serio. Le due cose si governano con la stessa disciplina: sapere cosa scade, e farlo uscire per tempo.
Prima però bisogna sapere di quale delle due date si sta parlando, perché le regole non sono le stesse.
01Le due date, e cosa comportano
| Data di scadenza | Termine minimo (TMC) | |
|---|---|---|
| Dicitura | «Da consumarsi entro» | «Da consumarsi preferibilmente entro» |
| Prodotti | Molto deperibili: fresco, latticini, carni | Pasta, scatolame, biscotti, prodotti secchi |
| Dopo la data | Vendita vietata | Vendita possibile se il prodotto è integro |
| Cosa cambia | Sicurezza | Qualità organolettica |
| Responsabilità | Assoluta | Del venditore, che deve informare il cliente |
02FEFO: prima quello che scade prima
Nel non alimentare si ragiona per primo entrato, primo uscito. Negli alimenti no: conta la data, non l’ordine d’arrivo. Un lotto arrivato oggi con scadenza fra dieci giorni deve uscire prima di uno arrivato la settimana scorsa con scadenza fra due mesi.
- 1
Al carico, registra la scadenza
È il momento in cui costa meno e serve di più. Senza, la rotazione dipende dalla memoria di chi mette a scaffale.
- 2
Sistema a scaffale mettendo dietro quello che scade dopo
Il gesto che fa più differenza in assoluto, e costa dieci secondi per confezione.
- 3
Controlla ogni mattina la lista di chi scade nei prossimi giorni
Non tutto lo scaffale: solo quello che entra nella finestra.
- 4
Applica gli sconti a scaglioni
A cinque giorni, a tre, a uno: la merce esce prima e il ricavo è maggiore che buttandola.
- 5
Ritira e registra quello che resta
Con la causale. Il valore dello scaduto è un numero che va guardato, non nascosto.
03Gli sconti sui prodotti in scadenza
| Giorni alla scadenza | Sconto tipico | Dove metterlo |
|---|---|---|
| 5–7 giorni | −20% | Al suo posto, con il cartellino |
| 3–4 giorni | −30/40% | Ripiano dedicato, ben visibile |
| 1–2 giorni | −50/70% | Isola vicino alla cassa |
| Giorno della scadenza | Ultima chiamata o donazione | Deciso entro la mattina |
Due accorgimenti fanno la differenza: il cartellino deve dire perché costa meno (è una ragione onesta, non un difetto da nascondere), e lo scaffale delle scadenze deve stare sempre nello stesso posto — i clienti che lo cercano ci tornano apposta.
Perdita evitata = (Prezzo scontato − 0) × pezzi venduti
Un prodotto buttato vale zero e costa anche lo smaltimento: qualunque vendita, anche al 70% di sconto, è meglio.
04Il controllo quotidiano che regge nel tempo
La routine del mattino, dieci minuti
- Lista dei prodotti in scadenza nei prossimi sette giorni, per reparto.
- Verifica a scaffale dei prodotti sotto i tre giorni: presenza, integrità, posizione.
- Applicazione degli sconti previsti, con i cartellini stampati.
- Ritiro di quello che è scaduto ieri, con registrazione.
- Controllo dei banchi refrigerati: temperature e prodotti aperti con data di apertura.
Con Omega
Le scadenze si vedono prima, non dopo
- Scadenza e lotto registrati al carico: la rotazione la propone il gestionale, non la memoria.
- Lista giornaliera di cosa scade nei prossimi giorni, per reparto e per banco.
- Sconti a scaglioni applicati automaticamente sull’avvicinarsi della data, con il cartellino da stampare.
- Il valore di quello che si ritira resta scritto: si vede su quali reparti si compra troppo.



