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Scadenze: cosa si può ancora vendere e cosa no

«Da consumarsi entro» e «da consumarsi preferibilmente entro» non sono sinonimi: il primo è un limite invalicabile, il secondo no. Confonderli costa merce buttata o una sanzione.

5 minuti di lettura Aggiornata al 2 luglio 2026Omega per Alimentari

In breve

  • Data di scadenza: oltre quel giorno il prodotto non si vende e non si somministra, punto.
  • Termine minimo di conservazione: la vendita resta possibile, se il prodotto è integro e il cliente è informato.
  • La rotazione FEFO — prima quello che scade prima — vale più di qualsiasi controllo a fine mese.

In un negozio alimentare la scadenza è insieme un obbligo di legge e una voce di costo: ogni confezione ritirata è margine perso, ogni confezione venduta oltre il termine è un rischio serio. Le due cose si governano con la stessa disciplina: sapere cosa scade, e farlo uscire per tempo.

Prima però bisogna sapere di quale delle due date si sta parlando, perché le regole non sono le stesse.

01Le due date, e cosa comportano

Data di scadenzaTermine minimo (TMC)
Dicitura«Da consumarsi entro»«Da consumarsi preferibilmente entro»
ProdottiMolto deperibili: fresco, latticini, carniPasta, scatolame, biscotti, prodotti secchi
Dopo la dataVendita vietataVendita possibile se il prodotto è integro
Cosa cambiaSicurezzaQualità organolettica
ResponsabilitàAssolutaDel venditore, che deve informare il cliente

02FEFO: prima quello che scade prima

Nel non alimentare si ragiona per primo entrato, primo uscito. Negli alimenti no: conta la data, non l’ordine d’arrivo. Un lotto arrivato oggi con scadenza fra dieci giorni deve uscire prima di uno arrivato la settimana scorsa con scadenza fra due mesi.

  1. 1

    Al carico, registra la scadenza

    È il momento in cui costa meno e serve di più. Senza, la rotazione dipende dalla memoria di chi mette a scaffale.

  2. 2

    Sistema a scaffale mettendo dietro quello che scade dopo

    Il gesto che fa più differenza in assoluto, e costa dieci secondi per confezione.

  3. 3

    Controlla ogni mattina la lista di chi scade nei prossimi giorni

    Non tutto lo scaffale: solo quello che entra nella finestra.

  4. 4

    Applica gli sconti a scaglioni

    A cinque giorni, a tre, a uno: la merce esce prima e il ricavo è maggiore che buttandola.

  5. 5

    Ritira e registra quello che resta

    Con la causale. Il valore dello scaduto è un numero che va guardato, non nascosto.

03Gli sconti sui prodotti in scadenza

Giorni alla scadenzaSconto tipicoDove metterlo
5–7 giorni−20%Al suo posto, con il cartellino
3–4 giorni−30/40%Ripiano dedicato, ben visibile
1–2 giorni−50/70%Isola vicino alla cassa
Giorno della scadenzaUltima chiamata o donazioneDeciso entro la mattina

Due accorgimenti fanno la differenza: il cartellino deve dire perché costa meno (è una ragione onesta, non un difetto da nascondere), e lo scaffale delle scadenze deve stare sempre nello stesso posto — i clienti che lo cercano ci tornano apposta.

Perdita evitata = (Prezzo scontato − 0) × pezzi venduti

Un prodotto buttato vale zero e costa anche lo smaltimento: qualunque vendita, anche al 70% di sconto, è meglio.

04Il controllo quotidiano che regge nel tempo

La routine del mattino, dieci minuti

  • Lista dei prodotti in scadenza nei prossimi sette giorni, per reparto.
  • Verifica a scaffale dei prodotti sotto i tre giorni: presenza, integrità, posizione.
  • Applicazione degli sconti previsti, con i cartellini stampati.
  • Ritiro di quello che è scaduto ieri, con registrazione.
  • Controllo dei banchi refrigerati: temperature e prodotti aperti con data di apertura.

Con Omega

Le scadenze si vedono prima, non dopo

  • Scadenza e lotto registrati al carico: la rotazione la propone il gestionale, non la memoria.
  • Lista giornaliera di cosa scade nei prossimi giorni, per reparto e per banco.
  • Sconti a scaglioni applicati automaticamente sull’avvicinarsi della data, con il cartellino da stampare.
  • Il valore di quello che si ritira resta scritto: si vede su quali reparti si compra troppo.
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Dubbi

Domande frequenti

Posso vendere un prodotto dopo il termine minimo di conservazione?+

Sì, se il prodotto è integro e correttamente conservato, informandone il cliente in modo chiaro. Non è consentito invece vendere un prodotto oltre la data di scadenza.

Cosa rischio vendendo un prodotto scaduto?+

Sanzioni amministrative significative e, nei casi più gravi, profili penali per commercio di alimenti in cattivo stato di conservazione. In caso di controllo, la merce scaduta trovata anche solo esposta è una violazione.

Quanto dura un prodotto una volta aperto al banco?+

Dipende dal prodotto e va stabilito nel piano di autocontrollo, tenendo conto delle indicazioni del produttore. La data di apertura va comunque annotata sul prodotto stesso.

Quanto invenduto per scadenza è normale?+

Nei freschi una perdita fra l’1% e il 3% del venduto è considerata fisiologica; sopra il 4% il problema è quasi sempre negli ordini, non nella rotazione.

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