Come si fa

Vendere a peso: prezzo al chilo, tare e scontrini che tornano

Al banco si vendono grammi, ma si compra a chili e si perde in osso, scarto e affettatura: se quel calo non è previsto, il margine del reparto non tornerà mai.

5 minuti di lettura Aggiornata al 12 giugno 2026Omega per Alimentari

In breve

  • Il prezzo al chilo va esposto sempre, anche quando il prodotto è venduto a pezzo o a confezione.
  • La tara va detratta: far pagare la vaschetta è una pratica sanzionata.
  • Il calo di lavorazione va misurato per prodotto, altrimenti il margine del banco è un’illusione.

Il banco è il reparto che distingue un negozio di alimentari da uno scaffale: è dove si dà il servizio e dove si fa il margine. È anche il reparto in cui i conti tornano meno, perché fra quello che compri e quello che vendi c’è di mezzo una lavorazione che consuma peso.

Le regole da rispettare sono poche e verificabili con un controllo di dieci minuti; i conti da tenere sono altrettanto pochi, ma li fa quasi nessuno.

01Il prezzo al chilo, sempre esposto

Il prezzo per unità di misura serve al cliente per confrontare, ed è per questo che la sua indicazione è obbligatoria (D.Lgs. 114/1998 e successive norme sull’indicazione dei prezzi). Al banco significa cartellino con prezzo al chilo su ogni prodotto esposto; sugli scaffali significa prezzo di vendita e prezzo al chilo o al litro accanto.

  • Il cartellino deve essere leggibile dal punto in cui sta il cliente, non da dietro il banco.
  • Per i prodotti venduti a pezzo va comunque indicato il prezzo per unità di misura, quando il prodotto è confrontabile.
  • Le offerte devono indicare prezzo pieno e prezzo scontato, con la stessa regola del prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti prevista per ogni riduzione annunciata.

02Bilance: omologazione e verifica periodica

Le bilance usate per la vendita sono strumenti di misura soggetti a controllo. Devono essere conformi (marcatura CE con metrologia legale) e sottoposte a verificazione periodica, con periodicità di norma triennale per gli strumenti per pesare a funzionamento non automatico.

Cosa deve essere in ordine

  • Etichetta di verificazione periodica valida e leggibile sullo strumento.
  • Libretto metrologico o documentazione dello strumento a disposizione.
  • Comunicazione della messa in servizio alla Camera di commercio, quando prevista.
  • Riparazioni eseguite da laboratorio autorizzato, con la nuova verifica.
  • Display visibile al cliente durante la pesata.

03Il calo di lavorazione: il margine che sparisce

Compri un prosciutto da 8 kg. Togli osso, cotenna e scarto, e ne vendi 6,2. Se il costo lo calcoli sugli 8 chili pagati e il ricavo sui 6,2 venduti, il margine è quello vero. Se lo calcoli come se avessi venduto 8 chili, il margine che leggi non esiste.

Costo reale al kg venduto = Costo totale acquisto ÷ Kg effettivamente venduti

Prosciutto da 8 kg a 9,50 €/kg = 76 €. Venduti 6,2 kg → costo reale 12,26 €/kg, non 9,50.

ProdottoCalo tipicoDa cosa dipende
Prosciutto crudo con osso20–28%Osso, cotenna, sfrido affettatura
Salumi già disossati5–10%Estremità e sfrido
Formaggio a forma8–15%Crosta e taglio
Carne fresca da quarto15–25%Osso, grasso, sgocciolamento
Ortofrutta3–8%Scarto e cernita
I valori vanno misurati sul proprio banco: cambiano con il fornitore, la stagionatura e chi lavora.

04Come si registra il banco

  1. 1

    Carica il prodotto intero

    Con il suo peso reale, il lotto e la scadenza: è quello che hai comprato.

  2. 2

    Registra la lavorazione

    Il pezzo intero diventa prodotto da banco: quanto ne è uscito, quanto è scarto. È qui che il calo si misura.

  3. 3

    Vendi a peso, con il prezzo al chilo

    La bilancia collegata evita la doppia digitazione e gli errori di virgola, che al banco sono frequenti.

  4. 4

    Chiudi il pezzo quando finisce

    La differenza fra il previsto e il venduto dice il calo reale di quel prodotto, con quel fornitore.

Quando la merce del banco entra in una preparazione — insalata di riso, panino, vaschetta di sughi — il peso esce dal reparto banco ed entra in gastronomia, con i suoi lotti al seguito. È il collegamento che tiene insieme il conto del margine e la tracciabilità.

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Il banco che sa quanto rende davvero

  • Prodotti a peso con prezzo al chilo, bilancia collegata e tara già tolta.
  • Lavorazione del pezzo intero: quanto entra, quanto esce, quanto è scarto — e il costo reale al chilo venduto.
  • Etichette per il preincartato con peso, prezzo, allergeni e data, stampate dal banco.
  • I lotti seguono la merce dal pezzo intero alla vaschetta, senza riscrivere niente.
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Dubbi

Domande frequenti

Devo esporre il prezzo al chilo anche per i prodotti confezionati?+

Sì, quando il prodotto è venduto a peso o a volume: il prezzo per unità di misura permette il confronto ed è obbligatorio accanto al prezzo di vendita.

Ogni quanto va verificata la bilancia?+

La verificazione periodica per gli strumenti per pesare a funzionamento non automatico è di norma triennale. Va rifatta anche dopo ogni riparazione che incida sulla misura.

Posso far pagare la vaschetta?+

Il peso dell’imballaggio non può essere addebitato come prodotto: la tara va detratta. Se vendi un contenitore come articolo a sé (un vassoio per una composizione), va indicato e prezzato separatamente.

Come faccio a sapere il margine reale del banco?+

Confrontando il costo del pezzo intero con il ricavo di tutto quello che ne è uscito, scarto compreso. Fatto su cinque o sei prodotti principali, dà un quadro molto più preciso di qualsiasi percentuale teorica.

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