In breve
- Tenere a scorta solo i ricambi dei modelli che ripari davvero più spesso: il resto si ordina al bisogno.
- Originale o compatibile è una scelta da dichiarare al cliente, non da nascondere.
- Il ricambio invecchia più in fretta del dispositivo: sopra i dodici mesi di giacenza vale già la metà.
Il magazzino ricambi di un centro riparazioni tende a crescere per accumulo: si ordina un pezzo in più «già che ci siamo», si tengono i resti dei lotti, si comprano offerte. Dopo due anni il cassetto è pieno di componenti per modelli che nessuno porta più.
La disciplina che serve è la stessa di qualunque magazzino, con una differenza importante: qui l’obsolescenza è rapidissima.
01Cosa tenere a scorta
La regola è semplice: si tiene quello che si monta almeno una volta al mese. Tutto il resto si ordina quando serve, dichiarando al cliente un tempo realistico.
| Categoria | A scorta? | Perché |
|---|---|---|
| Batterie dei modelli più diffusi | Sì | Interventi frequenti, ricambio economico, alta rotazione |
| Display dei tre-quattro modelli più riparati | Sì, 1–2 pezzi | È l’intervento che il cliente vuole in giornata |
| Connettori di ricarica e flat comuni | Sì | Costo basso, uso frequente |
| Display di modelli recenti costosi | No | Prezzo alto e svalutazione rapida: si ordinano |
| Componenti per modelli oltre i 4–5 anni | No | La domanda cala e il pezzo resta |
| Materiali di consumo (adesivi, viti, guarnizioni) | Sì, sempre | Fermano il lavoro se mancano |
Scorta = Interventi al mese su quel modello × Tempo di consegna in mesi × 1,5
Con 4 interventi al mese e consegna in 10 giorni: 4 × 0,33 × 1,5 ≈ 2 pezzi.
02Originali o compatibili
| Originale | Compatibile di qualità | Compatibile economico | |
|---|---|---|---|
| Costo | Alto | Medio | Basso |
| Resa | Certa | Buona, con differenze minori | Variabile |
| Funzioni | Tutte | Quasi tutte | Possibili perdite di funzioni |
| Resi | Rari | Contenuti | Frequenti |
| Quando usarlo | Dispositivi recenti e costosi | La scelta più comune | Solo se il cliente lo sceglie sapendo cosa prende |
Il conto da fare non è sul prezzo del pezzo ma sul costo dell’intervento ripetuto: un componente economico che torna indietro una volta su cinque costa più di uno buono, perché il secondo montaggio è tempo tuo.
03Fornitori: due, mai uno
- Un fornitore principale per i ricambi correnti, con tempi certi e resa affidabile.
- Un secondo fornitore per l’urgenza e per quello che il primo non ha.
- Condizioni di reso verificate prima: un ricambio difettoso all’installazione deve poter tornare indietro.
- Tempi reali misurati, non dichiarati: il tempo che prometti al cliente dipende da quello.
Da controllare a ogni arrivo
- Il pezzo corrisponde al codice ordinato e al modello.
- Test funzionale prima del montaggio, quando possibile: un display difettoso scoperto a montaggio fatto costa il doppio.
- Imballo integro e componente senza segni di rimontaggio.
- Prezzo di fattura uguale a quello concordato.
04I ricambi che restano
Un componente per un modello uscito da cinque anni non tornerà a servire. Va deciso cosa farne finché ha ancora un valore.
- 1
Estrai i codici fermi da più di dodici mesi
Con il valore di carico. È l’elenco che dice quanto denaro c’è nel cassetto.
- 2
Usali per riparazioni economiche
Su dispositivi vecchi si può proporre un intervento a prezzo ridotto usando quello che hai già.
- 3
Rivendi ad altri laboratori
Esistono canali fra riparatori: un pezzo inutile per te può essere urgente per un altro.
- 4
Svaluta e chiudi il codice
Quello che resta va tolto dai conti e dallo spazio: tenerlo non lo fa tornare utile.
Con Omega
I ricambi collegati alle riparazioni
- Ricambi con scorta minima e punto di riordino: il segnale arriva prima che il pezzo finisca.
- Il componente montato resta scritto sulla pratica: originale o compatibile, con il suo costo.
- Più fornitori per lo stesso codice, con prezzo e tempi a confronto.
- Codici fermi con il loro valore, per non lasciare denaro nel cassetto.



