Clienti e incassi

Cambi e resi in negozio: cosa sei obbligato ad accettare

Il cambio in negozio non è un diritto del cliente: è una tua scelta. La garanzia sui difetti invece sì, dura due anni e non si può ridurre — nemmeno sui capi in saldo.

5 minuti di lettura Aggiornata al 18 luglio 2026Omega per Abbigliamento

In breve

  • Acquisto in negozio: il ripensamento non dà diritto al cambio, la merce difettosa sì.
  • La garanzia di conformità dura due anni e vale anche sui capi scontati.
  • Una politica di cambio scritta ed esposta evita metà delle discussioni al banco.

Al banco arrivano due situazioni che sembrano uguali e non lo sono: «mia moglie non lo vuole» e «si è scucito dopo due lavaggi». La prima è un ripensamento e non ti obbliga a nulla; la seconda è un difetto di conformità, e lì la legge parla chiaro.

Distinguerle in tre secondi rende il banco più sereno e il cliente più tranquillo, perché la risposta è ferma e uguale per tutti.

01Il ripensamento: nessun obbligo, ma conviene

Il diritto di recesso di quattordici giorni riguarda le vendite a distanza e fuori dai locali commerciali. Chi compra in negozio ha visto e provato il capo: la legge non gli riconosce un ripensamento.

Detto questo, quasi tutti i negozi il cambio lo fanno, e fanno bene: è un argomento di vendita, soprattutto per i regali. La differenza fra farlo bene e farlo male sta nell’averlo scritto.

La politica di cambio, in cinque righe esposte in cassa

  • Entro quanti giorni (dieci o quindici sono lo standard; nel periodo natalizio si allunga).
  • Con quale documento (scontrino, documento commerciale, o cartellino ancora attaccato).
  • In che condizioni (capo integro, etichette attaccate, non lavato né indossato).
  • Cosa dai in cambio: altro capo, buono acquisto, oppure — se lo prevedi — il rimborso.
  • Cosa è escluso: intimo, costumi, capi personalizzati, articoli in saldo se hai deciso così.

02Il difetto: qui l’obbligo c’è

La garanzia legale di conformità (artt. 128 e seguenti del Codice del consumo) dura due anni dalla consegna e riguarda ogni difetto che rende il capo non conforme a quello che era ragionevole aspettarsi. Non è la garanzia del produttore: risponde il venditore, cioè tu.

QuandoChi deve dimostrare cosa
Primo anno dalla consegnaSi presume che il difetto ci fosse già: al cliente basta segnalarlo
Secondo annoTocca al cliente dimostrare che il difetto era originario
SempreIl cliente deve poter provare l’acquisto — non serve per forza lo scontrino
  • Il cliente ha diritto alla riparazione o alla sostituzione, a sua scelta, salvo che una delle due sia sproporzionata.
  • Se nessuna delle due è possibile in tempi ragionevoli, ha diritto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto.
  • Le spese (trasporto, manodopera, materiali) sono a carico del venditore.
  • La garanzia vale anche sui capi acquistati in saldo: lo sconto riguarda il prezzo, non la conformità.

03Come si gestisce al banco

  1. 1

    Chiedi cosa è successo, non cosa vuole

    La risposta dice subito se è un ripensamento o un difetto, e da lì cambia tutto.

  2. 2

    Guarda il capo

    Un difetto di cucitura, uno scolorimento, una cerniera che salta: si vedono. Un capo lavato a 60° quando l’etichetta diceva 30 è un’altra cosa.

  3. 3

    Ritrova la vendita

    Con lo scontrino o cercando per data e articolo: serve a sapere quando è stato comprato e a che prezzo.

  4. 4

    Decidi e spiega in una frase

    Cambio, riparazione, sostituzione o rifiuto motivato. La spiegazione breve e ferma evita la discussione lunga.

  5. 5

    Registra il reso

    Con il motivo. Cinque resi sullo stesso modello per la stessa causa sono un problema di prodotto, e va detto al fornitore.

04Cosa fare della merce rientrata

  • Rivendibile: torna a scaffale con la sua etichetta, e la giacenza deve tornare disponibile nello stesso momento.
  • Da sistemare: stiratura, bottone, piccola riparazione. Va tenuta fuori dalla vendita finché non è pronta, altrimenti torna indietro una seconda volta.
  • Difettosa: va messa in reso al fornitore, con la segnalazione. La merce difettosa lasciata in magazzino diventa perdita silenziosa.
  • Non rivendibile: si scarica, con la sua causale. È un costo, ed è giusto che si veda.

Un capo cambiato che resta due settimane sul bancone non è né venduto né disponibile: è il caso più comune di merce che sparisce dai conti senza uscire dal negozio.

Con Omega

Resi e cambi che tornano al posto giusto

  • Ogni reso parte dalla vendita originale: prezzo pagato, data e operatore ci sono già.
  • La merce rientra solo quando la accetti, e quella non rivendibile resta separata dalla disponibile.
  • Buoni acquisto con importo, scadenza e stato: si vede subito se un buono è già stato usato.
  • Motivi di reso raccolti per modello: cinque volte la stessa causa è una segnalazione da fare al fornitore.
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Dubbi

Domande frequenti

Sono obbligato a cambiare un capo comprato in negozio?+

No, se il capo è conforme e il cliente ha solo cambiato idea: negli acquisti in presenza il diritto di recesso non si applica. Sei invece obbligato a intervenire se il capo è difettoso, per due anni dalla consegna.

Posso rifiutare il cambio senza scontrino?+

Per il cambio volontario sì, se lo hai scritto nella tua politica. Per la garanzia di conformità no: il cliente deve poter provare l’acquisto, ma la prova può essere anche l’estratto conto della carta o il documento commerciale ritrovato in cassa.

La garanzia vale sui capi in saldo?+

Sì, integralmente. Lo sconto riguarda il prezzo, non la qualità: un capo scontato deve essere conforme come uno a prezzo pieno.

Posso dare un buono invece del rimborso?+

Per un cambio volontario sì, perché le condizioni le decidi tu. In caso di risoluzione del contratto per difetto, il cliente ha diritto al rimborso in denaro.

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