In breve
- POD e PDR sono l’identificativo del punto: senza quelli, nessuna pratica parte.
- Le procedure hanno tempi standard definiti dalla regolazione: la data va comunicata su quelli, non a intuito.
- La maggior parte delle pratiche si blocca per dati anagrafici o catastali sbagliati.
Ogni contratto firmato diventa una pratica verso il sistema, e la pratica giusta dipende da cosa sta succedendo al punto di fornitura: cambia solo il venditore, cambia l’intestatario, il contatore è chiuso, il punto non esiste ancora.
Sceglierla bene è la differenza fra una fornitura attiva alla data promessa e un cliente che chiama tutti i giorni.
01Quale pratica serve
| Situazione | Pratica | In sintesi |
|---|---|---|
| Cambio venditore, stesso intestatario, fornitura attiva | Switch | La più semplice: cambia solo chi fattura |
| Cambia l’intestatario, fornitura attiva | Voltura | Il contatore resta acceso, cambia il titolare |
| Contatore disattivato, si vuole riattivare | Subentro | Serve la riattivazione del punto |
| Punto mai attivato o nuovo allacciamento | Nuova attivazione / allacciamento | Coinvolge il distributore per i lavori |
| Cessazione della fornitura | Disattivazione | Su richiesta del cliente o per morosità |
02I dati che servono davvero
Da raccogliere alla firma
- POD (energia elettrica) o PDR (gas): il codice del punto, che si legge in bolletta.
- Dati anagrafici completi e codice fiscale dell’intestatario, esattamente come risultano.
- Indirizzo di fornitura preciso, con scala e interno se presenti.
- Dati catastali dell’immobile, dove richiesti.
- Potenza impegnata e tensione (energia elettrica), classe del misuratore (gas).
- Uso della fornitura: domestico, non domestico, con eventuali agevolazioni.
- IBAN se si attiva la domiciliazione.
- Copia di un documento e, per le volture, il titolo che legittima la richiesta.
La qualità di questi dati decide tutto: la stragrande maggioranza delle pratiche respinte lo è per un codice fiscale sbagliato, un POD trascritto male o un indirizzo non coincidente.
03I tempi da comunicare al cliente
Le tempistiche sono definite dalla regolazione e dipendono dalla pratica e dalla data di invio della richiesta. La regola commerciale è dichiarare sempre il tempo standard, mai il caso migliore.
| Pratica | Ordine di grandezza | Cosa la allunga |
|---|---|---|
| Switch | Decorrenza dal primo giorno del mese utile successivo | Invio a ridosso della scadenza mensile |
| Voltura | Alcuni giorni lavorativi dalla richiesta completa | Dati dell’intestatario non corretti |
| Subentro | Alcuni giorni lavorativi, con intervento sul contatore | Necessità di accesso al misuratore |
| Nuovo allacciamento | Settimane o mesi | Preventivo del distributore e lavori sulla rete |
04Quando la pratica si blocca
- 1
Verifica il motivo dello scarto
Anagrafica, POD, indirizzo, pratica in corso su quel punto, morosità pregressa.
- 2
Correggi e reinvia subito
Ogni giorno perso è un mese, se si supera la finestra utile.
- 3
Avvisa il cliente
Prima che chiami lui. Un cliente informato aspetta; uno che scopre il ritardo da solo recede.
- 4
Controlla le pratiche concorrenti
Uno switch avviato da un altro venditore blocca il tuo: è una situazione frequente e va gestita con il cliente.
- 5
Tieni traccia degli esiti
Il tasso di scarto per agente e per motivo dice dove intervenire con la formazione.
Il controllo settimanale delle pratiche
- Pratiche in attesa oltre il tempo standard.
- Pratiche scartate, con il motivo.
- Contratti firmati e non ancora inviati.
- Clienti con data di decorrenza vicina, da avvisare.
- Ripensamenti esercitati e loro gestione.
Con Omega
Le pratiche seguite dalla firma alla decorrenza
- Contratto che genera la pratica giusta secondo la situazione del punto.
- Controllo dei dati prima dell’invio: POD, anagrafica e indirizzo verificati.
- Stato di ogni pratica con esiti e motivi di scarto, in un elenco unico.
- Avviso al cliente sulla data di decorrenza e sui ritardi, prima che chiami lui.



