Conti e margini

Prezzo fisso o indicizzato: come si sceglie e come si spiega

Il fisso non è «più sicuro» e l’indicizzato non è «più conveniente»: cambia solo chi si prende il rischio del mercato. Venderli senza dirlo è la premessa di un reclamo.

5 minuti di lettura Aggiornata al 28 giugno 2026Omega Energia

In breve

  • Nel prezzo fisso il rischio di mercato se lo prende il venditore, e lo fa pagare nel prezzo.
  • Nell’indicizzato il rischio resta al cliente: il margine del venditore è lo spread.
  • La scelta dipende dal profilo del cliente e dal momento, non da quale sia «migliore».

Sul mercato libero le offerte si dividono in due famiglie. Nelle offerte a prezzo fisso il corrispettivo dell’energia resta invariato per un periodo definito. Nelle offerte indicizzate il prezzo segue un riferimento di mercato — il PUN per l’energia elettrica, il PSV o altri indici per il gas — a cui si somma uno spread.

La differenza non è di convenienza: è di chi assume il rischio. Spiegarla bene è il modo più efficace per evitare i reclami del semestre successivo.

01La differenza, in una tabella

Prezzo fissoIndicizzato
Prezzo dell’energiaBloccato per il periodo pattuitoSegue l’indice di riferimento
Chi rischiaIl venditoreIl cliente
Margine del venditoreDentro il prezzo, con un premio per il rischioLo spread, stabile
BollettaPrevedibileVariabile mese per mese
Se il mercato scendeIl cliente paga più del mercatoIl cliente ne beneficia subito
Se il mercato saleIl cliente è protettoIl cliente paga di più

02Come si costruisce lo spread

Nell’indicizzato il margine del venditore è lo spread applicato all’indice. Deve coprire più cose di quante sembri.

  • Costi di approvvigionamento non compresi nell’indice.
  • Sbilanciamento: la differenza fra energia programmata e prelevata.
  • Costo del credito e rischio di insoluto.
  • Costi di gestione: fatturazione, servizio clienti, sistemi.
  • Provvigioni della rete di vendita.
  • Margine industriale.

Prezzo cliente = Indice del mese + spread + quota fissa

Lo spread è il vero prezzo del servizio: è lì che si compete, non sull’indice, che è uguale per tutti.

03Quando conviene l’uno e quando l’altro

Profilo del clienteIndicazione più coerente
Famiglia con budget rigidoFisso: la prevedibilità vale più di qualche punto di prezzo
Consumatore attento che segue il mercatoIndicizzato: coglie i ribassi e accetta i rialzi
Piccola impresa con margini strettiFisso su una parte, indicizzato sul resto, se possibile
Grande consumatore con competenze interneIndicizzato, con eventuali coperture
Cliente che ha appena subito un aumentoAscolto prima di tutto: la scelta giusta dipende dal perché è aumentato

La regola commerciale che regge nel tempo: non si vende l’offerta più aggressiva, si vende quella che il cliente capisce e che non lo sorprenderà fra sei mesi. Un cliente sorpreso non è un cliente perso: è un reclamo, un recesso e una recensione.

04Come si presenta senza promettere

  1. 1

    Parti dal consumo annuo del cliente

    Senza quel dato ogni confronto è una supposizione.

  2. 2

    Confronta a parità di consumo

    Stessa quantità, stesso periodo, tutte le voci della materia energia.

  3. 3

    Dì cosa può succedere

    Sull’indicizzato: «se il mercato sale, la bolletta sale». È la frase che evita il reclamo.

  4. 4

    Mostra la durata e cosa accade alla scadenza

    Il rinnovo automatico a condizioni diverse è la principale fonte di contestazioni.

  5. 5

    Consegna le condizioni prima della firma

    Non dopo: la documentazione precontrattuale è un obbligo, non una cortesia.

Cosa non dire mai

  • «Risparmierà il 30%» senza un confronto documentato sui suoi consumi.
  • «Il prezzo non cambierà mai» su un’offerta a durata definita.
  • «Siamo i più economici sul mercato».
  • «Le imposte le abbassiamo noi».
  • «È l’offerta del suo attuale fornitore» o qualunque affermazione che generi confusione sull’identità del venditore.

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  • Listini con prezzo fisso e indicizzato, spread e quote fisse gestiti come dati dell’offerta.
  • Confronto su consumo annuo reale del cliente, con tutte le voci.
  • Scadenze delle offerte e rinnovi in evidenza, prima che il cliente se ne accorga dalla bolletta.
  • Documentazione precontrattuale generata e consegnata insieme alla proposta.
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Dubbi

Domande frequenti

Cos’è il PUN?+

È il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica formato sul mercato del giorno prima: è il riferimento a cui sono agganciate molte offerte indicizzate. Non è un prezzo deciso dal venditore, che vi aggiunge il proprio spread.

Il prezzo fisso è davvero fisso?+

È fissa la componente energia per la durata pattuita. Restano variabili trasporto, oneri e imposte, che seguono la regolazione. Va detto chiaramente, altrimenti il cliente si aspetta una bolletta identica ogni mese.

Cosa succede alla scadenza di un’offerta a prezzo fisso?+

Si applicano le condizioni previste dal contratto per il periodo successivo, che vanno comunicate al cliente con il preavviso stabilito dalla regolazione. È il passaggio in cui si perdono più clienti: gestirlo in anticipo vale più di una campagna di acquisizione.

Posso cambiare offerta prima della scadenza?+

Il cliente domestico può recedere secondo le regole previste, con i tempi stabiliti dalla regolazione. Il contratto può prevedere condizioni specifiche per le offerte a durata definita destinate a clienti non domestici.

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